01 | L'esordio!

Ci siamo, l'esordio del podcast tilde. Ne abbiamo parlato, ci siamo scritti, abbiamo fatto videochat tra Roma e Milano, ma alla fine la cosa più semplice da fare è stata mettersi ciascuno davanti al suo microfono (uno bello e uno decisamente scarso: indovinate voi quale è quale), con la cuffia ben calcata, e iniziare a parlare. Di cosa? Leggi tutto: https://tilde.show/podcast-01/ Beh, de "La valle oscura", di James Bond e delle traduzioni fatte da Adelphi, ad esempio. E poi delle copertine belle, del Concorde (la "concordia" per l'Europa sopravvissuta del secondo dopoguerra), il Game & Watch di Nintendo (che ci piace parecchio), le fulminanti console next-gen (che non ci ispirano più di tanto), Akihabara, il quartiere tech di Tokyo che è il vero paradiso della brugola. E ancora: la libertà che ti danno un paio di AirPods, il prendere appunti e le immancabili to-do list (di cui bisognerà proprio che si riparli). E infine, abbiamo parlato di un altro libro," John Dies at the End", scritto a puntate su un blog tanti anni fa, quando una volta qui era ancora tutto html.

Om Podcasten

Un altro podcast da ascoltare, ma con una voce in più. Siamo in due, Antonio Dini e Riccardo Palombo, toscani finiti in città diverse, si potrebbe dire all'opposto (rispettivamente Milano e Roma), ma che più o meno masticano le stesse cose.Abbiamo un sito ~ https://tilde.show Dall'informatica (lo sapevate che la tilde è il simbolo della home su Unix/Linux/macOS?) ai libri, film, videogiochi e tutte le forme di narrazione e relativi contenitori, sino al gusto per cose strane come viaggiare al tempo del coronavirus (in aereo, mi raccomando), incrociare cose improbabili come pensieri estemporanei sulla storia della traduzione (Umberto Eco è ancora là che si rivolta nella tomba) con l'ultimo processore fatto da Apple per i suoi Mac, che poi è anche il primo.Passando per Ortolani e Rat-Man, ovviamente. La nostra tilde è nata perché volevamo divertirci facendo qualcosa insieme, ma anche perché non trovavamo un podcast da ascoltare che ci piacesse davvero. E allora abbiamo deciso di farlo noi. "Speriamo con due voci di farne una buona" disse lui. "Ottimista", rispose l'altro.